martedì 30 novembre 2010

There is a sick man in Europe

Italy Today. The Sick Man of Europe.
edited by Andrea Mammone and Giuseppe A. Veltri. Routledge


[Disclaimer: A. Veltri è un mio super apprezzato collega]

Italy Today è una collezione di saggi, dal taglio accademico ma in forma divulgativa. Raccoglie contributi multidisciplinari di scienziati sociali che hanno studiato l'Italia più o meno recente. Molti di questi sono emigranti, altri stranieri. Lo scopo dichiarato dell'opera è descrivere e analizzare il declino dell'Italia come un fenomeno che va al di là del fattore Berlusconi.

Brevemente la struttura del libro. La prima sezione raccoglie i contributi su Politica e Società, dove si analizza in particolare la classe dirigente (e la gerontocrazia), la convergenza programmatica nella Seconda Repubblica, il Federalismo i media e il ruolo della Chiesa. La seconda sezione guarda al legato storico del Fascismo. La terza al fenomeno Lega Nord e al tema dell'immigrazione (anche con riferimento alla Lega). La quarta parte discute alcuni aspetti del "neverending problem", cioè il Sud. E infine si chiude con i problemi economici, il familismo industriale, la mancanza di governance nei vari aspetti e il fallimento delle riforme del lavoro.

Si tratta senza dubbio di una lettura estremamente interessante, che si può fare a più livelli e quindi che può essere affrontata da tutti. Inoltre la sua struttura multivocale permette anche una certa libertà di "movimento" all'interno dell'indice (a mio avviso non è necessario leggerlo in ordine). Il libro è in inglese, ma Giuseppe mi assicura che presto ne uscirà una versione in italiano, con alcuni contributi aggiuntivi.

Devo anche dire che il livello di eterogeneità è molto elevato: la pluralità metodologica a me piace, ma potrebbe non essere condivisa da tutti e a volte emerge un certo stridore tra il tono molto generale di alcuni saggi, il respiro storico di altri e il focus molto specifico di altri contributi ancora. Segnalo in particolare, -ma c'è una certa soggettività- che io ho trovato assolutamente illuminante l'analisi sulla Lega Nord, molto brillanti i contributi sul Mezzogiorno e infine eccellente davvero il saggio sull'assenza di una strategia nazionale per "digerire" la memoria degli anni di piombo. Secondo me invece alcuni aspetti, come lo sdoganamento del Fascismo, sono difficilmente comprensibili senza includere B. come fattore di svolta determinante. Molto ben curato anche il saggio sui media, ma qui davvero provare a fare i conti senza B. è arduo.

Credo che il libro sia innanzitutto coraggioso, nel senso che cerca di mettere in luce le cause strutturali proprio nel momento in cui le attenzioni di tutti sono concentrate sul fattore B. e le devastazioni che sta producendo. Credo anche e soprattutto che serva a capire il retroterra che ha spianato la strada all'uomo forte, nei confronti del quale il sistema Italia (per la seconda volta dopo gli anni Venti) non ha saputo creare anticorpi sufficienti. Ne consiglio la lettura insieme all'ultimo saggio di Viroli, che presenta le radici culturali dell'attuale Sultanato.

1 commenti:

G.A.Veltri ha detto...

Much obliged