venerdì 26 giugno 2009

oggi mi sento bastardo...

buone notizie da Los Angeles...

martedì 23 giugno 2009

Orione e i cavalieri dello Zodiaco

La Invasión inizió una mattina come tutte le altre. Nel centro di Medellin esisteva un barrio creato su di una discarica, le famiglie si organizzarono e si spostarono ad Est, creando il nucleo della Independencia, che nel giro di pochi mesi si sarebbe moltiplicato fino a formare la Comuna 13. Tutta quella immensa distesa di terra era una sola Finca, nulla di strano nel paese dove la concentrazione della terra si nasconde solo dietro al Brasile. Le Invasión iniziano sempre cosí, ciascuna famiglia si ritaglia un lembo di terra per costruirci la sua casa, senza alcun piano regolatore, ciascuno si allaccia abusivamente, e con il tempo si formano associazioni che fanno pressione in comune per un riconoscimento. Oggi il disegno caotico si può ammirare dal Metrocable che ti permette di sorvolare l'area apprezzandone le gradinate che cercano di creare un ordine ex post arrampicandosi tra le case in lamiera ed amianto.

L'area divenne immediatamente off limits: il comune non ne voleva sapere e le comunità si auto-organizzarono. Nacquero milizie cittadine che gestivano con la violenza l'ordine pubblico, tra gravidanze indesiderate e punizioni esemplari a chi non abbassava lo sguardo. Tuttavia, la storia della Comuna 13 è anche la storia di eroiche donne lottando per aprire scuole e ottenere il riconoscimento dei propri diritti.

La Comuna fu poi infiltrata dalle FARC (e in parte dall'ELN). Era una tentazione troppo forte per la propaganda marxista-leninista. La guerrilla si prese sulle spalle il compito di gestire l'organizzazione della comunità, con tutte le conseguenze e gli eccessi che questo implicava. Continuava ad essere una parte off limits della città, al punto che ancora oggi molta gente di Medellin ignora tutto della sua storia (al punto di non essere mai andata a vederla nemmeno ora che il Metrocable consente di vederlo dall'alto).

Negli Anni Novanta si imponeva nel Paese il progetto paramilitare: nato negli anni Ottanta con l'alleanza Esercito-Narcos-blocco sociale ganadero, si struttura nel 1996 sotto l'ala dei Fratelli Castaño, quanto i soldi della droga, il controllo del territorio e i dovuti appoggi facevano intravedere la possibilità del controllo del Paese. Le aree sotto il controllo della rimanente guerrilla -nel 1991 era iniziato il processo di entrega de las armas da parte di molti gruppi- diventano obiettivo dei paracos, che riconquistano il controllo con massacri sistematici, tortura e desplazamentos dei soggetti sospetti. Gravitavano in quell'area gli sgherri del Bloque Nutibara.

Nel 2002 arriva al governo Uribe. Da allora è storia recente, quindi contestata.

Storia Ufficiale. La Comune 13 diventa il simbolo del nuovo sistema: la operación Orión riprende il controllo del territorio che viene restituito alla legalità. Ciò che avviene a Medellin è il primo esempio de la Seguridad Democratica, che cerca di riportare sotto controllo ampie aree che al medesimo sfuggivano.

Storia Non Ufficiale. Amnesty International con l'aiuto di varie ONG denuncia l'operazione in un libro nero, dove tra l'altro si citano dati di violenze sistematiche, infiltrazioni, e il raddoppio di gravidanze indesiderate tra le minorenni.

La Storia Non Ufficiale viene a più riprese denunciata, così come i suoi autori, di rappresentare la maschera della forze sovversive, con la loro retorica dei diritti umani sietro cui si può leggere il nome delle FARC (questo è letteralmente preso da un discorso di Uribe, citazione ripresa qui).

Post Scriptum: ieri 'Don Berna' che faceva parte della cupula AUC rivela che il Bloque Cacique Nutibara appoggiò direttamente le operazioni dell'esercito durante Orión. Don Berna da così compimento alla promessa di Salvatore Mancuso (leader AUC estraditato per narcotraffico negli USA) che quando le rivelazioni UAC fossero arrivate all'Esercito sarebbero stati dolori.

Post Post Scriptum: nella giornata di ieri scoperta sostanze con la stessa struttura molecolare H2O della comune acqua ma con temperatura media alterata. Gli scienziati la ribattezzano "Acqua Calda"

domenica 21 giugno 2009

lentamente scivola...

Il cane Apu mi accoglie facendosi accarezzare la schiena, cosa che lo fa flippare. È di buon umore a dispetto dell'avere sbranato il suo materassino. Arrivo a La Paz dalla mia bella e la mia bella non c'è: lei che ancora lotta per migliorare il mondo è nel Sud del Paese e arriverà solo a domenica inoltrata. Ne approfitto per spararmi mate di coca con i coinquilini, arrivati sbronzi a notte inoltrata. Me acuesto con la testa mezza devastata dal viaggio, dalla notte a El Alto, dal cibo orribile di Taca. L'aereo questa volta fa scalo a Quito e Lima: la mia kazzo di precisione mi costringe a prestare attenzione ogni vola alle norme di sicurezza: ke due coglioni! Il servizio di film è spaventoso in senso negativo: Medellin-Quito me lo passo con CSI Miami e per motivo di sicurezza interrompono prima del finale (chi è l'assassino?). Quito-Lima con Numbers: serie tv orripilante, dove due professori di fisica aiutano dei poliziotti; chi cura la parte scientifica è un palese imbroglione, per non parlare della solità banalità di presentare gli appassionati di numeri per disadattati...

Come al solito non capisco se ho caldo o freddo: metto e tolgo maglie in continuazione. Alle 11 me ne vado per la calle in una La Paz deserta. Despacio, despacio: qui il segreto è farti tutto con calma altrimenti l'altitudine te mata. Arrivo al Prado e scopro che c'è un mega raduno per la Festa della musica. Concerti di tutti i tipi: musica per disadattati con problemi nelle relazione interpersonali (heavy metal), poeti che non beccano (hip hop free style), qualche spicciolo di salsa e naturalmente musica andina. Mentre ascolto mi si avvicina ogni genere di gente. "No non mi interessa il corso di spagnolo" "No, l'idea non è comprarmi droga" "No non sono israeliano"...

A lo mejor me subo hacia la plaza... Giretto tra i banchetti, ma ancora non si incontra quasi nessuno. E allora chiudo il giretto per la Calle Linares, tra l'artigianato andino e i feti di Lama.

"Sei colombiano?" "No, ma vivo in Colombia" La mujer lo deduce dalla mia borsa. Un'inglese che sta in Bolivia da 31 anni, ma il mondo è piccolo è ha un amico che insegna inglese a Medellin. Io sfoglio due libri sulle rivolte indigene. "Antropologo?" Vorrei risponderle che nella mia professione è considerato un insulto, ma le racconto qualcosa di me e ci lasciamo i contatti: suo marito fa l'inventore e aiuto la trasferenza tecnologica a le comunità indios. "Io mi occupo di tecnologia e innovazione"...

De vuelta a la casa. Despacio... despacio...

giovedì 18 giugno 2009

Considerazioni Banali sulle elezioni Iraniane

Ahmadinejhad vinse alle scorse elezioni contando essenzialmente su di un forte supporto delle aree rurali e su di una forte astensione del blocco sociale progressista e riformatore. Questo implica che -stando ai dati- il forte ritorno alle urne, con percentuali impressionanti, lo avrebbe beneficiato, al punto da mantenergli il 63% di appoggio. Questo aspetto puzza incredibilmente, oltre ad una serie di inconsistenze numeriche, su cui non mi dilungo.

L'impressione generale è che il ritorno alle urne sia dovuto alla mobilitazione riformista, quindi il risultato delle elezioni (magari pur con la vittoria del folle) avrebbe dovuto essere differente.

Ad ogni modo ciò che mi interessa sottolineare è altro: i riformisti boicottarono le elezioni all'ultimo giro per delusione. L'episodio più sconcertante fu la chiusura del giornale Salem del 1999, quando la protesta studentesca invase le piazze e Khatami non cercò il dialogo con gli studenti, oltre al successivo giro di vite del 2000, con la chiusura di trenta giornali (al tempo si dimise il ministro della Cultura).

La ragione è semplice (se lo stampino bene nella testa i tanti baciapile di casa nostra che invocano una legittimazione religiosa alla democrazia): la teocrazia non si riforma, si rovescia. Khatami collassò perchè Rule of Law e Velayat-e-Faqih non sono compatibili. Non esiste una via islamica alla democrazia, non può esistere una autorità morale che gestisca gli equilibri a suo favore: il sistema dei check and balances deve essere endogeno, tutto limita tutto all'interno del sistema, non esogeno.

Una cosa mi conforta: Moussavhi sembra fare sul serio, ma alla fine non vorrà sfidare Kamenei, vuole mettere sul piatto il suo potere contrattuale. È la gente in piazza cui spetta il passo più grande, e io non posso che stare dalla loro parte...

mercoledì 17 giugno 2009

Guardie e Ladri...

La mia casa fa parte di una Urbanización: complesso di case a schiera chiuso con cancello e servizio d'ordine. Super sicuro... almeno così pensavo fino a ieri sera. Premessa: ieri è giunto un ospite dall'Argentina, ovviamente mai visto prima. Uscito dalla U alle sette e un quarto lo chiamo e mi dice che nella casa egli non si trova ma vi troverò Betty... mmm... e chi kazzo sarà Betty? Vabbuò, ci si vede a casa. Passo dalla porteria: "Hola como estás?" "Hola Don Francesco, todo bien y usted?" Luce accesa in camera di M., saluto mentre mi dirigo al mio quarto "Ciao Betty!" "Betty ma ki kazzo ti ha dato il permesso di mettere sottosopra camera mia? PD anzi PDB". Entro nel quarto di M... mmm, tutto rivoltato. Ladri. Controllo bagno, controllo casa... Ok Betty non è morta ma non si trova, dal mio quarto non hanno fottuto nulla... Chiamo la porteria e inizia la barzelletta.

"Señor, mi scusi, avete sentito qualcosa di strano? No perchè qui è enrtato qualcuno!" "Si Don Francesco, è entrato qualcuno" "Scusate ma voi lo sapevate?" "Si Señor" "Ora non per essere pedante, ma cosa strakazzo aspettavate a dirmelo? ma sono passato dalla porteria un secondo fa!" "Aspetti che le chiamo il respondabile della sicurezza"

Nel frattempo una donnina si avvicina e mi spiega il fattaccio: "due ragazzetti si sono introdotto dalla finestra che da sulla facciata principale (cioè su ventinove altre case) alle 11 e mezza (11 e mezza????!!!, ndr), io ero in casa da sola e ho chiamato la porteria, queli sono arrivati con la polizia e li hanno beccati; sembra che siano entrati con qualcuno dalla entrata principale". Io per la verità mi sono fermato alle 11 e mezza. Richiamo la porteria "Senti sveglione, ma tu in 8 ore esatte non mi hai chiamato? Ma stiamo scherzando?"

Il responsabile della sicurezza è tecnicamente grosso come un camion, tutti muscoli e fa abbastanza impressione. "Senta Sua Armadietà, mi spiega che kazzo è successo?" Lui inizia a scattare foto alla serratura. "Ascolta CSI di muscoli, guarda che sono entrati smontando quella finestra lì e sono scappati dalla finestra sul retro, adesso mi speghi come è potuto succedere in una Urbanización!" Il Grisson del Valle de Aburrá inizia a parlare e la butta sulle ansie seguritarie: "Dovete prendere misure più drastiche, noi non possiamo vigilare ogni angolo" "Senti Sua 4-ante-ità, questi sono entrati alle 11 e mezza per l'entrata principale, hanno smontato una finestra che da sul lato più affollato, ora non mi sembra esattamente un'operazione da Arsenio Lupin, non pensi che ci sia stata una leggera carenza da parte tua e dei tuoi dipendenti?" "Domani inizieremo l'investigación"

Domani.. Tomorrow tomorrow tomorrow (Chi era il Macbeth?) Nel frattempo la conversazione si fa esilarante: chi vive qua? Lei dove lavora? -rivolto all'ospite- No per la verità io sono di passaggio. E quindi tu sei ilpadrone -rivolto a me- No io alquilo un quarto. E la dueña? Sta a Bogotà. Senti lo so che è complicato ma tu parla con me che io vivo qui, ok?

martedì 16 giugno 2009

El retiro: Diario di Viaggio

Una tre giorni di pioggia abbondante, scesa a rovinare i piani di frotte di colombiani desiderosi di sfruttare non ho capito quale festività religiosa (e quindi inutile).

Giorno 1 ore 13.00: Partenza per El Retiro, occhi nostalgici causa Facebook, che mi ha rimesso in comunicazione con alcune persone che avevo perso. Obiettivo: paper spring. Chiudere la dimostrazione di un Teorema. Obiettivo secondario, tirare il fiato e godersi un po' di montagnosa selva andina, perdersi tra i pensieri camminando a zonzo, ricordare un po' il passato.

Amici vari mi paccano: tra questi in particolare Monica. recentemente laureata, volevo renderle il favore dell'invito alla sua cerimonia. La quale cerimonia si è svolta tra controsoffittature in legno, tra gente in frack che leggeva articoli di regolamenti universitari e si stringeva il petto cantando l'inno nazionale; per poi concludersi con un concerto di violino di un tizio che ballava ondeggiando capelli e suonando i coldplay su una base remixata. Della serie "Quando Magritte decide il protocollo"

Un ora e mezza dopo sono alla finca di M., che è tutto ciò che sempre ho desiderato in una casa di campagna, dal soppalco, al caminetto, dal balconcino, ai due labrador, fino alla ricca scorta di liquori. Per non fare lo scroccone, metto tra l'indispensabile una bottiglia di vino e una di rhum.

Quando si compra una finca, si compra anche il maggiordomo, in pieno stile feudale. Don O. è un sessantino ormai prossimo alla pensione, passa tutta la settimana nella finca, al punto di meritarsi, in un indimenticabile weekend, il soprannome di Cien años de soledad, da parte del mio amico A. (intellettuale-campesino). La cosa impressionante è la sua dimensione contadina, che alla fine lo accomuna ad un castinese, nonostante un oceano in mezzo: parla del vivere nel paese con la stessa forma mentis con cui penso a New York City, ha come orizzonte i confini amministrativi di questo splendido buco nell'oriente antioqueño. La prima sera guardava il mio portatile come si osserva un acceleratore di particelle e non si capacitava del fatto che potessi ascoltarci musica (per evitargli shock emotivi non ho accennato ai film). Io intanto mangiavo queso e uva, bevevo Merlot cileno e mi perdevo lo sguardo nel caminetto, coricato sull'amaca, al ritmo di Atom Heart Mother dei Pink Floyd.

Giorno 2: La mattina mi sono lasciato perdere tra le colline (eufemismo: 2400 m) e pensavo a come non più tardi di quattro anni fa una camminata a zonzo come quella poteva voler dire incontrare un giovane con il tuo stesso identico umore ma la divisa di un altro colore, con il pericolo di finire sequestrato o ucciso, o peggio, se uno è un adolescente, arruolato, perdendo il futuro nel nome di un sega mentale teorica, nel nome di un pensiero -la rivoluzione- così grande che ti permette di parlare per ore senza dover mai dare una definizione di nulla. In quel momento credo di aver avuto un'epifania di pensiero sociale.

Credo si essere scoppiato a ridere, suscitando lo stupore dei due ragazzetti a cavallo che passavano per la stessa strada. "Hola, ¿qué más? ¿Bien o qué?" "Bien bien ¿y vos?". Nella mia testa Jimi Hendrix suona l'assolo di chitarra di Hey Joe.

Pranzo a La Intendencia e poi un paio d'ore a bere caffè e rhum menrte aspetto che si calmi il temporale. Il pomeriggio dimostro che il mio maledetto insieme è compatto e forse il teorema è proved. Vedremo.

Giorno 3: oggi arrivano M. e una sua amica che ha bisogno di un po' di consigli miei sulla tesi di dottorato (lavora su Innovation). Tra un paper e l'altro mi spupazzo il labrador negrito e mi spazzolo tre o quattro roncitos. Poi pausa camminata di un'oretta. Sento rumore di zoccoli, mi volto e vedo un cavallo bianco solitario. "Spiacente hermano, Lolla non c'è e io non ti so cavalcare." Mi guarda e prosegue per la sua strada.


Al Retiro è scomparsa una bimba, il martedì è prevista una fiaccolata e nel paese i muri sono tappezzati di manifetsi in ricordo. Mentre ci prendiamo un caffè nel Chiosco, accenno il fatto alle mie compagne di viaggio "È scomparsa una persona qui a El Retiro" Risposta naturale, senza nemmeno corrugare un poco il volto "Faceva parte di qualche gruppo per i diritti umani?" Questa normalità mi spaventa...

venerdì 12 giugno 2009

Boglia cerca casa...

Sto cercando di spostarmi per avere una casa tutta per me. In Colombia affittare casa, per uno straniero, è facile come dimostrare la congettura di Poincaré.

Ieri ero finalmente riuscito ad avere i fogli che mi servivano dall'università, al fine di iniziare la procedura di solicitud, in seguito al quale avverrà una investigazione e infine eventualmente si parlerà del contratto. Semplice no? Lineare, per nulla burocratico...

Appuntamento alle 7 per la consegna dei fogli.
ciao. ciao. Fa il simpatico:
mucho que estudiar a la universidad?
Guarda sono professore, a dire la verità
Professore?
Senti lo so che sembro una combinazione lineare convessa tra un centrale del Barça e uno dei più importanti profeti delle religioni monoteiste, ma si! sono professore, e ti ho allegato la carta laboral con lo stipendio.

Veloce occhiata alle carte [mumble mumble]

Non hai parenti qui?
No
Come no?
No
De verdad?
No. Guarda purtroppo nelle lingue che parlo -e sono 4- no si dice sempre no. Visto che sul mio cv ho messo "tracce di kiniarwanda", ti posso dire la traduzione locale che è "oia".
mmmm... E non hai la fidejussione di nessuno?
Oí... senti ho uno stipendio che mi permette allegramente di pagare quell'affitto, ma di cosa diamine hai bisogno? Mica te la sto comprando la casa...
Vedremo...


Oggi ha promesso di chiamarmi, secondo voi?

Fatto sta che arrivo a casa devastato dal nervoso, as usual... Accendo la tivú su ESBN e guardo Black Mamba negli occhi. "Questa sera non ho la forza psicologica di vederti perdere". Lui capisce perfettamente, infatti, alla metà LAL perde di 12 contro Magic, con Howard che ha già fatto ben cinque (cinque kazzo cinque) stoppate. Sto per crollare...

Alla fine Trevor Ariza esplode nel terzo quarto, portando LAL avanti di cinque, l'ultimo quarto è sudato fino all'ultimo, con Orlando avanti di tre e Howard dalla lunetta... occhio semichiuso... Sbaglia... occhio chiuso... sbaglia. Tempo. Occhiatina a Kobe. Non sbagliare anche questa sera...
Che è successo? Il grnade vecchio Fisher mette la tripla, si va fino al secondo overtime, quando il grande vecchio Fisher rimette la tripla. Alla fine se ne vedono di tutto i colori, tra contropiedi di Pau Gasol e accenno di rissa finale con Petrus. Bryant mette 32, con un primo tempo galattico e un secondo sull'altalena, ma almeno ha capito e fatto giocare gli altri!

Per chiudere stamattina mi è arrivato il plico per votare ai referendum... Boglia ritorna al voto dopo quattro anni...